09 June 2016

CRISI DI MEZZA ETÁ

9 Giugno 2016… il rumore del cellophane oggi ha un suono diverso dal solito. Tra le mani la prima copia di “Crisi Di Mezza Età” dei Jaguari. Ci sono voluti “solo” quarant’anni per trovare il coraggio, il tempo, le energie per mettermi in gioco ma sto finalmente per ascoltare il primo album di brani completamente originali dove non ho preso parte solo come musicista.  Questo disco infatti l’ho visto nascere, crescere, cambiare e prendere forma brano dopo brano, giorno dopo giorno, ora dopo ora nelle vesti di compositore ed autore.

Nove canzoni firmate insieme a Marco Pisaneschi. Alcuni pezzi scritti realmente a quattro mani, altri, con qualcosa in più di lui ed altri inevitabilmente qualcosa in più di me. E’ stato un anno lunghissimo, fatto di continui e reciproci stimoli per portare a termine questo lavoro alle fine del quale, senza nemmeno doverne parlare, abbiamo deciso di firmare insieme ogni brano.

A distanza di qualche mese ascolto questo disco e credo che mi e ci rappresenti pienamente. Sicuramente oggi cambierei alcune cose, ma mi sarei preoccupato se non fosse stato così. La mia indole infondo è quella di un eterno insoddisfatto. Credo però che questi brani abbiamo carattere e sopratutto un filo conduttore che li unisce e che, nonostante abbiano preso vita da esperienze e vissuti diversi, riescano a raccontare una storia comune. Sono brani che nascono dopo aver passato sei intensi anni on the road con alti e bassi, con sorrisi e scazzi, sballotatti tra momenti di gioia ed altri di confusione totale alla ricerca di se stessi decidendo di mettersi ancora una volta in gioco per provare a fare qualcosa di diverso da quello che fino ad oggi aveva rappresentato per tutti noi una “sicurezza”.

La nascita di questo disco è passata attraverso tappe fondamentali. Dal primo concerto al Mattorosso di Montebelluna – che forse è stato il primo momento dove ci siamo resi veramente conto di voler portare avanti questa avventura – alla nascita di una nuova, preziosa, amicizia con quel gran personaggio che è Gianluca Massimo senza il quale forse tutto questo non avrebbe realmente preso forma. Nonostante la distanza che ci divideva infatti abbiamo sempre ricevuto da parte sua continui attestati di stima e di fiducia che ci hanno reso consapevoli di avere le carte in regola per fare questo passo e di decideci a giocarcele. Prezioso è stato anche tutto l’infinito supporto che ci ha dato prendendosi cura di tutta la parte di registrazione e mixaggio del disco con una pazienza assoluta nel cercare di mettere insieme le nostre diverse visioni. Giorno dopo giorno siamo arrivati finalmente al tanto atteso momento della registrazione dei brani che è passato dall’Accademia del Suono di Milano per terminare in modo indimenticabile varcando la soglia degli studi dell’ Abbey Road Institute.

Un viaggio che forse nessuno di noi si sarebbe aspettato ma che ci ha dato nuovi stimoli per cambiare di nuovo, presentarci sul palco in una veste diversa dal solito dove il biglietto da visita da presentare non sono più solo le grandi cover nate dalle storiche band degli anni 60 ma anche i nostri brani e vi posso assicurare che è una sensazione veramente unica.

Non so quale sarà la prossima tappa, ma so che la voglia di metterci in gioco è sempre tanta e che qualcosa, di sicuro, accadrà.

Buon ascolto a tutti.

Schiavo Dei Miei Guai
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  1. 1. Schiavo Dei Miei Guai
  2. 2. Crisi Di Mezza Età
  3. 3. L’Ora Del The
  4. 4. Scatola Blu
  5. 5. Niente Da Dire
  6. 6. Ribelle Per Principio
  7. 7. Giro In Giostra
  8. 8. Cent’Anni Di Ovvietà
Bright Lights // Gary Clark Jr - THE FULLERTONES
  1. Bright Lights // Gary Clark Jr - THE FULLERTONES
  2. Had My Reasons // Anders Osborne - THE FULLERTONES
  3. Steady // The London Soul - THE FULLERTONES
  4. Jordan // Rival Sons - THE FULLERTONES
  5. Honey // The London Soul - THE FULLERTONES